Guida pratica per realizzare facilmente ed efficacemente un muro in blocchi da gettare

Il blocco da gettare e il blocco classico condividono un aspetto simile, ma il loro comportamento strutturale differisce radicalmente. Il muro in blocchi da gettare forma, dopo il getto, un velo di calcestruzzo armato continuo. Questa guida misura le differenze tecniche tra i due sistemi e dettaglia i punti di attenzione per una realizzazione affidabile.

Blocco da gettare contro blocco classico: differenze tecniche misurabili

La scelta tra un blocco da gettare e un blocco tradizionale non si basa su una preferenza estetica. Le differenze riguardano la struttura interna, il modo di assemblaggio e la resistenza finale del muro.

Criterio Blocco classico (cavo) Blocco da gettare
Assemblaggio Giunto di malta tra ogni fila Posa a secco o con malta (prima fila), poi riempimento in calcestruzzo
Armatura Pilastri rinforzatori puntuali Armature orizzontali e verticali in ogni alveolo
Resistenza strutturale Muratura portante tradizionale Velo di calcestruzzo armato continuo dopo il getto
Uso principale Muri di facciata, pareti divisorie, recinzioni Muri di sostegno, piscine, scantinati interrati
Norma di riferimento NF DTU 20.1 NF DTU 20.1 (blocco conforme NF EN 771-3)

Il blocco da gettare produce un’opera monolitica. Una volta che il calcestruzzo è stato gettato e vibrato negli alveoli, il muro si comporta come una parete in calcestruzzo armato, non come un impilamento di blocchi legati con malta.

Per realizzare un muro in blocchi da gettare a regola d’arte, la conformità alla NF DTU 20.1 rimane il quadro di riferimento. Il blocco stesso deve rispondere alla norma NF EN 771-3, che definisce le sue caratteristiche dimensionali e meccaniche.

Primo piano sul getto del calcestruzzo negli alveoli dei blocchi da gettare con armatura in acciaio visibile

Armatura e getto del calcestruzzo: le due fasi che determinano la solidità

Un muro in blocchi da gettare mal armato o mal gettato perde il vantaggio strutturale che giustifica il suo impiego. Queste due fasi concentrano la maggior parte degli errori in cantiere.

Armature verticali e orizzontali

Le barre verticali (tori) si posizionano negli alveoli prima dell’impilamento dei blocchi. Devono essere ancorate nella fondazione, con un sovrapposizione sufficiente tra barre successive. Le armature orizzontali si posizionano a ogni fila o ogni due file, a seconda del dimensionamento scelto.

Il piano di armatura dipende dalla funzione del muro. Un muro di sostegno sottoposto alla spinta delle terre richiede un’armatura nettamente più densa rispetto a una parete di piscina. In zona sismica, la giustificazione dell’armatura diventa obbligatoria e deve tenere conto delle accelerazioni di calcolo proprie della zona.

Getto e vibrazione del calcestruzzo

Il calcestruzzo di riempimento deve essere sufficientemente fluido per scendere in ogni alveolo senza lasciare vuoti. Un calcestruzzo pronto all’uso di consistenza S3 o S4 è adatto per questo tipo di riempimento. La vibrazione, anche leggera, espelle le bolle d’aria e garantisce l’involucro delle armature.

  • Gettare a passate successive: non superare tre file di blocchi per getto per evitare la pressione eccessiva sulle pareti del cassero.
  • Vibrare ogni passata con un’asta vibrante adatta al diametro degli alveoli, evitando di spostare le armature.
  • Attendere la presa parziale prima di gettare la passata successiva se il muro supera le quattro file di altezza.

Un difetto di vibrazione crea nidi di ghiaia (zone non riempite). Questi vuoti riducono la sezione resistente del muro e compromettono la sua tenuta, un problema critico per i muri di sostegno o le pareti di piscina.

Muro di sostegno in blocchi da gettare: vincoli normativi spesso ignorati

Le guide di posa classiche dettagliano l’impilamento e il getto, ma tacciono sulle obbligazioni normative che regolano un muro di sostegno. Due punti meritano particolare attenzione.

Draining alla base del muro

Un muro di sostegno senza drenaggio subisce una pressione idrostatica che può superare di gran lunga la spinta delle terre sole. Il drenaggio perimetrale, posato a livello della soletta di fondazione, evacua l’acqua verso un’uscita. Un geotessile avvolge il drenaggio per impedire il colmataggio da parte delle particelle fini del riempimento.

L’assenza di drenaggio è la prima causa di ribaltamento o fessurazione dei muri di sostegno particolari. Il costo del drenaggio rappresenta una frazione minima del cantiere, ma la sua omissione può compromettere l’intera opera.

Norma NF P 01-012 versione 2024 e muri in zona di caduta

La versione 2024 della norma NF P 01-012, pubblicata il 22 novembre 2024, amplia il suo ambito. Ora copre anche le spalle, muri e assemblaggi di opere situati in zona di caduta, e non solo i parapetti in senso stretto. Per i lavori senza autorizzazione, questa norma si applica agli appalti conclusi a partire dal 1 gennaio 2026.

Un muro in blocchi da gettare che delimita un terreno in sovrapposizione, un pendio o il bordo di un parcheggio deve essere dimensionato tenendo conto della zona di attività accessibile agli utenti. L’altezza da sola non è più sufficiente: il dimensionamento integra i supporti possibili e i dislivelli reali.

Direttore dei lavori che ispeziona un muro in blocchi da gettare completato in un cantiere di costruzione residenziale

Posa a secco dei blocchi rettificati: guadagno di tempo e limiti

Al alcuni produttori offrono blocchi da gettare rettificati (tolleranza dimensionale dell’ordine del decimo di millimetro in altezza). Questi blocchi consentono una posa a secco senza malta di montaggio fino a un certo altezza prima del getto. Il prodotto Planicoffre di Fabemi, ad esempio, consente un impilamento a secco fino a 1,50 m prima del riempimento.

Questo guadagno di tempo elimina la preparazione della malta di montaggio e accelera la fase di impilamento. Tuttavia, la posa a secco richiede una fondazione perfettamente livellata. Il minimo difetto di planarità si ripercuote sull’intero muro, senza il recupero che offre un giunto di malta tradizionale.

  • Controllare il livello della fondazione con un laser rotante o con un livello a bolla lungo prima di posare il primo blocco.
  • Utilizzare distanziatori in plastica per recuperare le differenze residue sulla prima fila.
  • Controllare la verticalità a ogni fila con una piombatura o un livello, anche in posa a secco.

La posa a secco non esonera dall’armatura né dal getto accurato. Semplifica l’assemblaggio, non il dimensionamento strutturale.

Il muro in blocchi da gettare trae la sua resistenza dal calcestruzzo armato gettato nei suoi alveoli, non dal blocco stesso. Un’armatura adeguata alla funzione del muro, un getto vibrato a passate e un drenaggio alla base del sostegno fanno la differenza tra un’opera durevole e un cantiere da riprendere. Dalla revisione 2024 della norma NF P 01-012, i muri situati in zona di caduta devono anche integrare questo nuovo quadro di dimensionamento.

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